Le donne nella fotografia naturalistica
e di conservazione

Gitzo and Girls Who Click:
Empowerment delle giovani generazioni di fotografe naturaliste

Un racconto in compagnia di Gitzo di Rylee Jensen


Costruire una carriera nella fotografia di conservazione e di fauna selvatica non è un compito facile; ogni fotografo ha una motivazione unica che lo spinge a intraprendere questo percorso. Il viaggio della fotografa naturalista Alejandra Rendón è iniziato con gli uccelli. Essendo cresciuta in Colombia il numero di soggetti a sua disposizione sembrava infinito. La Colombia ospita circa il 20% del totale delle specie di uccelli del mondo, con quasi 1.900 specie registrate nel 2013.
Alejandra ha scoperto che uno dei modi migliori identificare le specie era utilizzare l'obiettivo di una macchina fotografica. Fotografando la ricca popolazione di uccelli del suo paese d'origine, ha iniziato a comprenderne anche i diversi problemi ecologici.

“Sentire direttamente [dalle altre ambasciatrici] che tutti affrontiamo lotte simili è stato incredibilmente rassicurante... essere sostenuta da questa comunità mi ha aiutato a superare la paura del fallimento, dell'imperfezione, del rifiuto e a credere in me stessa.”
- Alejandra Rendón

Navigare nel mondo dei social media, dell'attrezzatura fotografica, della pubblicazione e dello storytelling può essere complesso. Per fortuna esistono tanti modi per dare vita a comunità formate da persone che condividono gli stessi valori allo scopo di dare un senso al gran numero di strade percorribili. Girls Who Click (GWC), fondata dalla fotografa naturalista Suzi Eszterhas nel 2017, è un'organizzazione che svolge questa tipologia di lavoro. Alejandra ha sentito il desiderio di diventare ambasciatrice della fotografia attraverso il Programma delle Ambasciatrici di GWC dopo aver letto un avvincente articolo di Suzi due anni fa e aver percepito un profondo legame con la sua storia.

Alejandra è ora diventata un’autrice pubblicata con il suo primo libro “Fotografie e Storie di Uccelli Straordinari”. Ora è ansiosa di lavorare su altri progetti, oltre a utilizzare il suo background interdisciplinare come scienziata e fotografa per promuovere storie di conservazione.


L'ambasciatrice di GWC del primo anno, Chelsey Schartz, ha dichiarato che imparare da mentori e essere di ispirazione per gli altri abbiano avuto un profondo impatto sulla sua visione e fiducia in se stessa. Gli stereotipi e le pressioni che subiscono le giovani fotografe che si affacciano al settore si traducono spesso nella sensazione di dover dimostrare le proprie capacità per emergere.

Chelsey prevede di continuare a lavorare con le organizzazioni di conservazione e di condurre workshop di fotografia a livello mondiale.

“ GWC è più di una semplice occasione di crescita per me: è un modo per dare la possibilità ad altre giovani donne come me di liberarsi da queste aspettative.”
- Chelsey Schartz


Documentare il mondo naturale comporta anche una serie di sfide fisiche non indifferenti. Molti fotografi naturalisti si trovano a lavorare in condizioni difficili. Il lavoro di Laia Soler, ambasciatrice del secondo anno di GWC, è incentrato sulla fauna artica delle Svalbard, un arcipelago remoto al largo della costa settentrionale della Norvegia. Poca luce, venti forti e temperature estremamente basse spingono spesso Laia e la sua attrezzatura al limite.
Tuttavia, con il treppiede Gitzo Mountaineer a sua disposizione queste condizioni sfavorevoli non hanno compromesso la qualità delle sue fotografie.La flessibilità e la durata del treppiede le permettono inoltre di ottenere angolazioni uniche traggiungibili da poche altre attrezzature.

Laia spera di impegnarsi maggiormente nella fotografia subacquea e di utilizzare le sue fotografie per sensibilizzare l'opinione pubblica sulle sfide della biodiversità locale, facendo da guida, esplorando e raccontando storie.

“Si appoggia quasi completamente a terra, condizione perfetta per la fotografia naturalistica, e si mantiene bene in diverse posizioni che consentono di immortalare interessanti prospettive paesaggistiche.”
- Laia Soler


L'ambasciatrice del primo anno di GWC e fotografa di conservazione Francesca Page concorda sul fatto che utilizzare attrezzature affidabili e di alta qualità sul campo sia essenziale per creare racconti memorabili. Francesca afferma che il kit treppiede in fibra di carbonio Mountaineer e la testa fluida a 3 vie  "forniscono un'eccellente versatilità per scattare sul campo, significa che posso dedicare più tempo alla creatività e alla narrazione.” La fotografia di uccelli e la videografia slow motion di Alejandra sono notevolmente migliorate grazie alla versatilità e alla stabilità del suo treppiede. Imparare i dettagli e gli aspetti tecnici della fotografia permette di passare “dalla semplice ripresa dei momenti alla loro creazione attiva”, afferma Alejandra.

“Credo che catturare la bellezza del nostro mondo naturale richieda anche la necessità di far luce sui suoi aspetti più oscuri."
- Francesca Page

Dare vita a immagini potenti e riprendere sequenze grezze sul campo può essere incredibilmente gratificante. Trovarsi faccia a faccia con gli orsi bruni costieri, fare trekking nelle antiche foreste pluviali e immergersi nella barriera corallina fanno parte del lavoro di molti fotografi naturalisti. Tuttavia, conoscere un soggetto o un luogo a livello intimo significa spesso affrontare la realtà dei problemi che ne minacciano la sopravvivenza.

La sua formazione artistica, l'esperienza come istruttrice subacquea in acque libere e la passione per gli oceani del mondo la spingono a usare le sue fotografie come mezzo per incentivare un cambiamento globale. Con il nostro pianeta che sta rapidamente perdendo la biodiversità marina a un ritmo allarmante, la narrazione visiva può essere un modo efficace per promuovere iniziative di conservazione. In effetti, molti fotografi naturalisti si sentono chiamati a condividere storie di conservazione a cui sono profondamente legati.

Francesca sogna di diventare un giorno una National Geographic Explorer e di concentrarsi su storie di conservazione basate su soluzioni; la sua filosofia risiede nel "potere della collaborazione rispetto alla competizione" e aggiunge che "il vero cambiamento avviene quando facciamo squadra.”


“Una singola immagine invitarci a guardare il mondo diversamente e a mostrare alle persone quanto questo sia importante.”
- Francesca Page


Incoraggiare le aspiranti fotografe a raggiungere questi obiettivi e a trovare la loro voce artistica è al centro della missione di GWC. Ciascuna delle ambasciatrici e fotografi partner di GWC ha competenze e relazioni uniche con le proprie storie di conservazione; tuttavia, tutti devono iniziare da qualche parte.

Una maggiore esperienza sul campo e l'esposizione al mondo della fotografia trasformano i fotografi amatoriali in mentori: è questo il senso del Programma delle Ambasciatrici di GWC. La Nat Geo Explorer e fotografa di fauna selvatica Lana Tannir ha iniziato a collaborare con GWC due anni fa allo scopo di migliorare le sue abilità di narrazione attraverso mentorship, comunità, workshop e incontri con gruppi dedicati. Un elemento chiave per una narrazione efficace è riconoscere l'opportunità di documentare temi, personaggi e scene a livello locale e concentrarsi sui dettagli.

L'obiettivo di Lana è quello di raggiungere con le sue fotografie un pubblico globale e diversificato per "promuovere una comprensione e un apprezzamento più profondi dell'ambiente, incoraggiando gli sforzi collettivi verso soluzioni sostenibili e infondendo speranza per il futuro.” In un mondo di notizie negative apparentemente infinite, è essenziale riconoscere e ritrovare la speranza.

“La chiave per sfondare nella fotografia è non perdere la motivazione e seguire la propria curiosità. Quando fotografi un argomento che ti appassiona, puoi catturarlo più intimamente di chiunque altro.”
- Lana Tannir


Dal momento in cui prendiamo in mano una macchina fotografica per la prima volta, all'esperienza decennale sul campo, il viaggio di un fotografo è in continua evoluzione. La bellezza di questo campo è che non c'è mai un modo "giusto" per raggiungere il successo; la missione di una persona può essere completamente diversa da quella di un'altra. Le ambasciatrici di GWC lo dimostrano in maniera chiara.

Grazie all'impatto delle immagini e delle storie accattivanti condivise da giovani leader come le ambasciatrici di GWC, il potenziale di cambiamento nella conservazione globale è più grande che mai.

Michele's gear


To bring out the best in your wildlife photography expeditions, choosing the perfect equipment is crucial.   

Gitzo Gitzo center Ball Head GH4383QD

Testa a sfera centrale Gitzo, Serie 4 - Vite

Peso 0.9 kg
Diametro della Base 60 mm
Materiale Alluminio
Inclinazione Frontale -90° / +40°
Portata di Sicurezza UNI/PdR 105:2021 30 kg
Livella a bolla 1
Tipo di Piastra GS5370DR
Certificazioni none
Colore NoirDecor
Tipo di base 54 mm
Serraggio della Sfera Si
Attacco superiore 1/4''
Easy Link No
Controllo della Frizione Si
Tipo di Testa Testa a sfera
Blocco Indipendente Rotazione Panoramica Yes
Blocco Indipendente dell'Inclinazione Yes
Inclinazione Laterale -90° / +40°
Temperatura di Lavoro Massima 70 °C
Temperatura di Lavoro Minima -30 °C
Pan Bar inclusa No
Pan Drag fluid cartridge with fixed drag
Rotazione Panoramica 360 °
Rilascio Rapido No
Tilt Drag NONE
Altezza di lavoro 12.5 cm
Gitzo Gitzo center ball head GH4383LR

Testa a sfera centrale Gitzo, serie 4 - Leva

Peso 0.9 kg
Diametro della Base 60 mm
Materiale Alluminio
Inclinazione Frontale -90° / +40°
Portata di Sicurezza UNI/PdR 105:2021 30 kg
Livella a bolla 1
Tipo di Piastra GS5370DR
Certificazioni none
Colore NoirDecor
Tipo di base 54 mm
Serraggio della Sfera Si
Attacco superiore 1/4''
Easy Link No
Controllo della Frizione Si
Tipo di Testa Testa a sfera
Blocco Indipendente Rotazione Panoramica Yes
Blocco Indipendente dell'Inclinazione Yes
Inclinazione Laterale -90° / +40°
Temperatura di Lavoro Massima 70 °C
Temperatura di Lavoro Minima -30 °C
Pan Bar inclusa No
Pan Drag fluid cartridge with fixed drag
Rotazione Panoramica 360 °
Rilascio Rapido Si
Tilt Drag NONE
Altezza di lavoro 12.5 cm
Gimbal Head Gitzo GHFG1 Award GHFG1

Testa fluida Gimbal

Peso 1.35 kg
Diametro della Base 60 mm
Materiale Alluminio, Magnesio
Inclinazione Frontale -180° / +180°
Portata di Sicurezza UNI/PdR 105:2021 8 kg
Tipo di Piastra Quick release - con attacco 1/4″
Colore Black/Noir Decor
Attacco superiore Vite da 1/4″, Vite da 3/8″
Easy Link No
Controllo della Frizione No
Tipo di Testa Altro
Blocco Indipendente Rotazione Panoramica Yes
Blocco Indipendente dell'Inclinazione Yes
Temperatura di Lavoro Massima 70 °C
Temperatura di Lavoro Minima -20 °C
Pan Bar inclusa Si
Pan Drag 1 step plus variable PTFE friction
Rotazione Panoramica 360 °
Rilascio Rapido Si
Tilt Drag fluid cartridge with fixed drag

Ball Head Series 4 & Fluid Gimbal Head

The Gitzo Ball Head Series 4 provides versatility and precision.
Its quick-release system allows for easy mounting and adjustments, ensuring you never miss a frame. On the other hand, the Gitzo Gimbal Fluid Head offers exceptional stability and fluid movements, allowing you to effortlessly track the bear's motions while maintaining a steady frame. Its smooth panning and tilting capabilities make it ideal for capturing unexpected wildlife moments.  

About Michele

Michele was born in 1996, in Orvieto and grew up in a small town located on the border between Umbria, Lazio, and Tuscany. Since he was a child, he was always fascinated by the natural environment and continues to dedicate his photographic life to it every day. For several years now Michele has been observing nature through his camera with the aim of sharing his story to others who connect with his photographs. All of Michele’s photographs have a personal style that often resembles a "dreamlike" vision of nature. Michele can express his vision by anticipating the right moment, scene, light, and arrangement of the composition to achieve the perfect shot.